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Marchegiani presenta il "suo" Echos ("una piccola Spoleto”)

Il presidente della Fondazione CRAL Luciano Mariano, sottolinea la grandiosità del Festival che propone 24 concerti

Fa sempre le cose in grande Sergio Marchegiani nel presentare il “suo” festival Echos. Del resto, se ogni anno si ripromette di superare il precedente anche le conferenze stampa si adeguano. La 27esima edizione, già batte il numero di concerti in cartellone: ben 24, dal 26 aprile al 22 giugno, 20 comuni coinvolti, centinaia di musicisti da tre continenti, nomi eclatanti.

Logico che per la presentazione la mattina di mercoledì 2 aprile la sala del Broletto di Palatium Vetus ad Alessandria sia affollata di tutti giornalisti della provincia, e non solo (Casale è rappresentata dal presidente del consiglio comunale Giovan Battista Filiberti, ndr), perché qui, invece di “segue rinfresco”, si usa che “segue concerto”. Se non è classe questa...

Siamo nella sede della Fondazione CRAL, ente da sempre tra i principali supporter della rassegna e il suo presidente, Luciano Mariano, sottolinea proprio la grandiosità di un Festival, diventato “Sempre più ricco. Con la musica elemento attrattivo anche per luoghi del territorio che a volte non sono valutati per come meriterebbero”.

Marchegiani rilancia: “Echos è diventata una piccola Spoleto”. Come dargli torto vedendo il respiro internazionale e un programma che il suo direttore artistico decide di illustrare partendo dallo straordinario Quartetto di Cremona: gruppo top del camerismo italiano che per festeggiare i suoi 25 anni di attività sarà alla Carnegie hall di New York e… a Casale il 4 maggio. Un’occasione per celebrare anche i 30 anni del Museo Civico, l’unico luogo di Echos che ha ospitato un evento in tutte le 27 edizioni. Ma se vi piacciono le concordanze c’è anche un’altra tappa casalese interessante: il concerto del 16 maggio si intitola il Premio Filarmonica, nome che rinverdisce una tradizione esistita fino agli anni 90 nelle sale di Palazzo Treville e che oggi è collegato a una borsa di studio intitolata a Mario Patrucco, compianto collaboratore de Il Monferrato, che è stato direttore artistico dell’Accademia (come lo è oggi Marchegiani). Destinata agli allievi del conservatorio  Vivaldi di Alessandria, nel 2025 andrà ai soprani Anita Maiocco e Chiara Sorce.

Per rimanere sul nostro territorio, imperdibile il concerto di Pietro De Maria a Valenza il 24 maggio, uno dei maggiori pianisti in attività e Premio Tasto d’Argento 2025, e poi il trio Johannes al Castello di Piovera e alla Distilleria Mazzetti d’Altavilla il 21 giugno, location che è parte di un miniciclo di “Luoghi del vino” abbinati a degustazioni. Ma ben 16 eventi comprendono anche visite guidate a capolavori aperti per l’occasione. L’Orchestra di Grosseto si esibisce invece nella parrocchiale di Fubine il 25 maggio.

La chiusura è il 22 giugno con il Trio Parma che suona ad Alessandria con la formula 1+1+1 = trio, monopolizzando praticamente tutti i palazzi di Piazza Libertà.

Su sito www.festivalechos.it trovate tutto quanto Marchegiani ha impiegato circa 35 minuti per raccontare, prima di lasciare spazio al giovanissimo e talentuoso violinista torinese (con nonni a Camino, ndr) Andrea Scapola, impegnato in Bach e due capricci di Paganini, tra cui il 24mo che esegue già da maestro consumato. Ci sono buone possibilità di vederlo in cartellone l’anno prossimo. Applausi, tanti, sia per il programma musicale che per quello del festival. “Non esagerate - si schernisce Marchegiani - se mi monto la testa il prossimo anno ci troviamo con 40 concerti”.

Alberto Angelino

FOTO. Concerto finale