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Personaggi monferrini di Armano Luigi Gozzano

Don Francesco Guasco... marchese di Bisio e Francavilla, Solero, Serralunga di Crea, Castellazzo, Fornello ...
I feudi di Murisengo, Calliano e Verduno portati in dote da Tarsilla Scozia al matrimonio del 1873 furono ereditati dal marito don Francesco Guasco di Paola III Gallarati (1847-1926) principe SRI, marchese di Bisio e Francavilla, Solero, Serralunga di Crea, Castellazzo, Fornello (l'attuale Forneglio), conte di Gavi e consignore di Valmacca. Era figlio di don Emilio I e donna Felicita di Groppello, discendente da una antica famiglia millenaria (un antenato partecipò alle Crociate) e patrizio di Alessandria, Genova, Novara e Mondovì, membro della Società Storica Subalpina, Società di Archeologia e Belle Arti per la provincia di Alessandria e diverse riviste storiche.
Fu l'autore delle famose Tavole Genealogiche delle Famiglie Nobili alessandrine e monferrine dal secolo IX al secolo XX, indagine monumentale e tesoro di notizie per tutti i ricercatori pubblicata a Casale nel 1924 dal figlio Emilio II. Don Francesco, degno rappresentante della vecchia nobile aristocrazia piemontese che seppe tenere in piedi lo Stato per secoli, fu sostenitore della nobiltà caduta in povertà che non chiedeva assistenza alle strutture pubbliche ma trovava sempre soluzioni ai suoi problemi esistenziali, tipico esempio il famoso ballo dei 100+100 nato nel Risorgimento per creare incontri tra nobili disagiati e borghesi emergenti. Sindaco di Murisengo, ristrutturò il castello in stile medievale e costruì nel 1878 la cappella interna dedicata alla Madonna del Rosario.
In luogo della pala d’altare andata trafugata nel tempo, si trova un assito che riproduce gli attuali proprietari del castello coniugi Milena Di Leo e Giuseppe Collura, rispettivamente sostenuti dai loro santi protettori. All'interno del maniero una iscrizione ricorda Silvio Pellico che durante il soggiorno del 1813 scrisse una parte della Francesca da Rimini, ospitato da Carlo Guasco nipote della contessa di Murisengo Osanna Fassati di Balzola, vedova del IV marchese di Calliano e VI conte di Murisengo Francesco Maria Scozia.
Nel duomo di Casale don Francesco e Tarsilla furono i curatori dell'altare e del simulacro di Santa Maddalena come dimostrano le loro lapidi murate alle pareti, eretto nel 1850 al posto dell'altare di San Giuseppe. Il titolo principesco è stato ereditato nel 1644 dal matrimonio celebrato a Gand del loro antenato generale di artiglieria S.A.S. Carlo II Guasco con Enrichetta di Lorena, principessa di Phalsbourg e Lixheim in esilio e vedova del cugino Luigi di Guisa. Don Francesco ebbe due figli, Maria Adelaide (1874-1918) e don Emilio II (1878-1976) avvocato presso la Corte d'Appello di Torino che nel biennio 1933-34 ottenne con Regio Decreto l'utilizzo del titolo di principe sul cognome per i maschi primogeniti. Nato nel castello di Murisengo, frequentò il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri come il padre. La moglie Silvia Teresa era figlia di Anna Pigazzi e Lodovico Manin, patrizio veneto e pronipote dell'ultimo doge della Repubblica di Venezia Lodovico Giovanni Manin. Don Emilio fu sindaco di Valmacca nel biennio 1915-16 e nel 1926 donò al comune l'antico castello, oggi sede comunale, contribuendo al mantenimento dell'asilo fondato dalla madre Tarsilla. Di sua proprietà il palazzo casalese Guasco di Bisio in via Garibaldi e il palazzo Guasco nella via omonima di Alessandria da egli restaurato, sede del primo teatro dopo la conquista della città da parte dei Savoia. Don Francesco di Paola IV (1914-1999) figlio molto riservato di don Emilio, assistì la madre ormai centenaria e dedicò la vita alla beneficenza occulta.
La sua scomparsa segnò l'estinzione di una famiglia che scrisse la storia di Casale e della provincia di Alessandria.
Armano Luigi Gozzano