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Chiara Olivero: Tutte le distanze
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Melodia lieta e cantabile
Chiara Olivero (Casale Monferrato, 1980) nel 2004 si laurea in Lettere all’Università del Piemonte Orientale con una tesi sulla poesia di Giorgio Simonotti Manacorda. Da anni vive a Milano, dove lavora come curatrice editoriale nella redazione di “Altroconsumo”. Interessata alla sperimentazione e al connubio tra la poesia e le altre arti, è impegnata in vari progetti artistici. Geometrie della notte, edito da Puntoacapo nel 2014, fu la sua raccolta di esordio. Recentemente ha pubblicato, presso il medesimo editore, Tutte le distanze. Distanze da calcolare e valutare con lo strumento di misurazione della poesia lirica, che Chiara ha coltivato in un giardino cartaceo di quaranta fiori, tanti come i suoi anni. “Un’opera che somiglia alla vita stessa, con le sue fatiche, le sue imprevedibilità e i suoi ritorni, dove si alternano elegia a riflessione, una voce costituita da due tonalità armonicamente congiunte: quella infantile e quella matura” (così Alessandra Paganardi nella Prefazione).
La vita che si fa poesia: complessi stati d’animo, vicende di ieri e di oggi si riversano in originali invenzioni linguistiche: ossimori (ascoltare il silenzio; voce muta; grido silenzioso), qualche parola ricercata (la vita che ci roviglia ‒ un incrocio di “rivolgere” con “rovistare”; il petricore, cioè la sensazione olfattiva che si percepisce al battere della pioggia sulla terra da tempo asciutta); quel rinascimi che conferisce efficacia e sinteticità espressiva alla chiusa della poesia: Rimani, / rinascimi. Oltre alle tantissime analogie (alcune tra le più originali: sguardi come lame, parole che camminano, bicchieri di nostalgia), sono particolarmente interessanti alcune poesie in cui un’analogia prosegue per una parte del testo. Ecco allora situazioni sentimentali significate con formule algebriche: sfioro il sogno / numero primo / in un secondo. / Due diviso due / il risultato / è sempre uno / non cambia / dal passato. / Più per meno / sempre meno / ma sarà mutato / il moltiplicatore / in un futuro anteriore? ‒ o presentate con il linguaggio dell’arte culinaria: Chiudere gli occhi / sognare quanto basta / aggiungere un pizzico di stelle / follia e poesia illimitati…. Ecco Lettera, dove, con buona pace di Alda Merini che in una sua omonima poesia “gemmava fiori da ogni stanco ramo”, e “fiorita era tutta”, e della montaliana Casa dei doganieri con la sua “banderuola affumicata” che “gira senza pietà”, l’Autrice esprime, con forse inconsapevole vena parodica, l’assenza e la distanza e quanto esse implicano nell’ambito del sentire (incertezza, apatia, discordanza, rammarico) e del meditare pensieri delicati, collegandoli con due quotidianissimi gesti: caricare la lavatrice, stendere i panni: Ritrovare una tua T-shirt / e non essere sicura di niente. / Vacillare / incidere nella pelle / l’odore del tempo. / Delicati, 40 gradi / i pensieri nel cestello della lavatrice. / La centrifuga non ha pietà, / oggi compi 50 anni. / Così l’apatia dei giorni, dei mesi / a cercare l’accordo, / scolorito il ricordo. / Ti scrivo queste poche righe / mentre stendo i panni. / Il cielo cambiava colore / ed io non sapevo amarti. È la poetica dell’attenuare, quella di Gozzano e di Saba, ben aggiornata da una giovane autrice che vive e lavora nella Milano del Secondo Millennio. Melodia, ritmo, armonia accompagnano le quaranta liriche del libro.
Una musica non monocorde, anzi. Ecco un esempio di melodia lieta e cantabile: Solleva le gonne il vento / s’innalza in volo un canto / s’arresta la chimera / rincorsa fino a sera. Ecco un caso di armonia discorde, in versi nei quali una serie di allitterazioni consonantiche aspre e stridenti, che quasi faticano a unirsi, seguono assonanze “dolci”, fino all’ultimo verso costituito da un’unica parola sdrucciola, rinàscimi, che reduplica il significato, cioè l’espandersi, quasi all’infinito, del desiderio: …i sensi allertati / nell’attesa dei gesti / un disegno di linee scomposte, le mani / le rime che non scriverò. / Rimani, / rinascimi. Altre volte il ritmo è un significante che contrasta col significato: In un batter di ciglia / la vita ci smeriglia / ne asciuga / gli aggettivi / somiglia a un pianto / senza lacrime: qui le rime e le assonanze creano un ritmo cantilenante, come di nenia, che stempera i duri, desolati asserti gnomici.
Chiara possiede l’istinto del ritmo, sa accordare elementi diversi in legami che suscitano catene di senso e producono tante domande e qualche risposta. Le risposte, forse, della poesia. Quelle che, forse, confermano il desiderio espresso dal cantautore Diego Mancino di cui è citato in esergo il ritornello della canzone che porta lo stesso titolo del libro di Chiara: Tutte le distanze / piccole saranno. Così è, almeno in poesia.
Vincenzo Moretti