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Prelati monferrini di Aldo Timossi (52)

Mario Cagna, di Lu Monferrato, diplomatico nelle nunziature apostoliche dei Paesi Bassi e d’Italia, vescovo e internunzio in Giappone
“Fu un fedele diplomatico, un uomo di Dio prestato alla diplomazia, il nunzio del dialogo col nemico dell’epoca, il comunismo, dell’Ostpolitik, della coraggiosa politica intrapresa da papa Giovanni XXIII. Nei suoi anni trascorsi a Vienna, porta dell’Occidente, e a Belgrado da Tito, seppe scrivere una splendida pagina diplomatica”. Con queste parole, Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica, ebbe a ricordare la figura di monsignor Mario Cagna, vescovo e diplomatico, nativo di Lu Monferrato.
Nasce l’8 ottobre 1911, primogenito in una famiglia di modeste condizioni economiche. Il 22 luglio 1934 è ordinato presbitero dal vescovo di Casale, Albino Pella.
Consegue la licenza in teologia nella Pontificia Università Gregoriana con una tesi su “La Bolla Unigenitus ed il Giansenismo in Piemonte”, quindi si laurea in Diritto Canonico presso il Pontificio Istituto Sant’Apollinare e in Giurisprudenza presso la Statale. Nell’ottobre di tre anni dopo, su richiesta di monsignor Domenico Tardini, Segretario della Congregazione per gli Affari Ecclesiastici Straordinari, entra nella Segreteria di Stato, e nel dicembre 1938 è inviato nella Nunziatura Apostolica dei Paesi Bassi, a L’Aja. Tornato dopo poco tempo a Roma, opera presso la Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti.
Ha stoffa da diplomatico, nel cui servizio è richiamato con incarichi in Perù dal 1946 al 1949, quindi presso la Nunziatura in Italia, retta da monsignor Francesco Borgongini Duca (presente nel 1929 alla firma dei Patti lateranensi), ufficio che per almeno un decennio appare “poco importante, messo in ombra dalla stessa Santa Sede”. Il 13 ottobre 1962 arriva la nomina a Internunzio in Giappone, e il 18 novembre, con il titolo della Chiesa Arcivescovile di Eraclea d’Europa, nella Cappella del Pontificio Seminario “Propaganda Fide” di Roma è consacrato vescovo dal cardinale Amleto Giovanni Cicognani assistito dal vescovo di Casale, Giuseppe Angrisani, e da quello di Ternobus, Antonio Samorè. Durante la permanenza a Tokio, il suo lavoro consente di elevare l’Internunziatura a Nunziatura apostolica.
Il 17 settembre 1966 Papa Paolo VI lo nomina Delegato apostolico in Jugoslavia (titolo poi elevato in Pronunzio nell’agosto 1970) a seguito della ripresa delle relazioni diplomatiche tra quel Paese e la Santa Sede. A giugno è stato firmato il protocollo di accordo tra Santa Sede e Jugoslavia, destinato ad aprire un’era nuova nelle relazioni bilaterali. Reso esecutivo da parte jugoslava, ha consentito la nomina di monsignor Cagna, “prelato stimatissimo da Casaroli”, Segretario della Congregazione per gli Affari ecclesiastici straordinari e in tale veste protagonista della cosiddetta Ostpolitik della Chiesa, la politica di cauta apertura verso i Paesi comunisti dell'Europa orientale. Cagna, accompagnato da Casaroli, è a Belgrado “accolto con tutti gli onori” e ricevuto dal presidente jugoslavo Josip Broz, meglio noto come maresciallo Tito, il 28 novembre 1966.
In dieci anni di servizio apostolico “riscuote l’unanime approvazione di tutti, e al termine della missione viene insignito della massima onorificenza jugoslava riservata ai diplomatici di primo rango. Lo stesso Casaroli, divenuto Segretario di Stato, lo definirà “di intelligenza superiore”.
L’11 maggio 1976 papa Giovanni Paolo II lo nomina nunzio apostolico in Austria. La carriera del vescovo Cagna, nel frattempo gravato da seri problemi di salute, si conclude con la nomina del successore, Michele Cecchini, il 4 dicembre 1984.
Torna l’anno dopo al paese natale, che peraltro nel corso degli anni lo ha visto più volte presente; come nel 1976, quando presiede le celebrazioni per il 4° Convegno delle Vocazioni luesi ed il 1° Centenario dell’opera luese delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e nel 1979 in occasione delle celebrazioni per il V centenario dell’erezione della Chiesa di Santa Maria Nuova.
E’ chiamato a Dio, dopo una lunga malattia e dopo essere stato al servizio di ben cinque Papi, il 4 aprile 1986 .
Nel 2003 la Diocesi di Casale lo ricorda con un grande convegno dal titolo “Fare memoria - Nunzio nell’era delle ostpolitik, fra Oriente e Occidente”, accompagnato a Lu da una mostra di Immagini e documenti. In tale occasione emerge un curioso episodio: “All’ambasciatore sovietico che gli chiese il motivo della presenza ai festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario della rivoluzione russa, Cagna replicò che non avrebbe avuto senso celebrare una ricorrenza di mezzo secolo quando la Chiesa aveva alle spalle duemila anni di vita”!
Alla figura di monsignor Cagna, nel 2004 gli storici Alberto Melloni e Maurilio Guasco hanno dedicato una corposa (oltre 400 pagine) raccolta di saggi intitolata “Un diplomatico vaticano fra dopoguerra e dialogo”.
aldo timossi - 52 continua
FOTO. Nel libro dell'editrice Il Mulino il nunzio Cagna in copertina con Tito