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  • 04 marzo 2025
  • Casale Monferrato

Si apre il sipario

L'attrice Marina Rocco è "La Maria Brasca" al Municipale di Casale

Mercoledì 5 e giovedì 6 marzo alle 21

Marina Rocco vista da Max Ramezzana

Una storia al femminile disegnata negli Anni ‘60 con efficace realismo sociale dal grande drammaturgo Giovanni Testori. Un ritratto indelebile e senza tempo di una donna capace di lottare e di non cedere mai davanti a “sta bestiata che è il mondo”.

Fa la calzettaia la Maria Brasca in una fabbrica di Niguarda e fa l’amore, con qualche scandalo per la gente, come gli uomini; senza problemi. Ma un giorno le capita di innamorarsi di un ragazzotto più giovane di lei, nullafacente, un po’ mascalzone che la fa impazzire di passione. Alla Maria Brasca non importa se Romeo la tradisce. Lei sa che quello per Romeo è un amore definitivo e lo difende come una tigre perché vuole da lui cose definitive.  

In scena mercoledì 5 e giovedì 6 marzo alle 21 al Teatro Municipale di Casale, il personaggio di Maria Brasca viene portato sul palco da Marina Rocco, che condividerà la scena con Mariella Valentini, Luca Sandri e Filippo Lai, per la regia di Andrée Ruth Shammah. Proprio l’attrice protagonista ci racconta la potenza dello scritto del grande drammaturgo. Biglietti in vendita sul sito www.vivaticket.com.

Qual è l’attualità della Maria Brasca di Testori?
Un viaggio umano, in cui il tempo non passa. Si trattano argomenti che non si esauriranno mai. Il tema principale che incarna la Brasca è il diritto al proprio desiderio, lei che lavora dalla mattina alla sera in fabbrica e vive in un piccolo spazio della cucina della sorella, e di questo desiderio fa la sua più grande dignità. Un amore verso un ragazzo più giovane di lei che diventa quel diritto di essere umano. Un tema universale che emerge da questo testo.

Ritiene che il suo personaggio sia una donna che sappia tessere le fila della vita?
Maria è un personaggio vincente e si permette, nel finale, una plateale felicità, un tema di cui si parla ancora troppo poco oggi. Maria è una donna che sa desiderare senza chiedere scusa e questo la fa diventare vincente, non ha sensi di colpa verso quello che lei veramente vuole… 


Perché considera l’interpretazione della Brasca, una “botta di salute”?
Proprio per quello che ho appena detto, io non so desiderare senza chiedere scusa… senza sensi di colpa…non so esprimermi nel modo diretto con cui Maria è abilmente capace. Le sue paure e debolezze le lascia vincere per cinque secondi. Tutte le volte che la studio e faccio le prove, le chiedo scusa perché le dico sempre che vorrei assomigliare a lei… Quindi sì è una botta di salute.

Maria Brasca va oltre ogni ostacolo?
Se l’amore verso quest’uomo rappresenta qualcosa di più grande, si superano tutte le regole sociali, tutte le regole familiari di cosa sarebbe più giusto fare… La sorella dice a Maria che le toccherà anche mantenere quest’uomo. La protagonista risponde che dopo tante ore di lavoro, deve sentirsi libera di come utilizzare i suoi soldi. Lei va contro tutte le regole!

L’importanza del passato che ritorna sul palco…
Lo spettacolo è andato in scena negli Anni ’90 con Adriana Asti per la regia già di Andrée Ruth Shammah e si ripropone come omaggio a quella versione. Io indosso i costumi di Adriana Asti e prendo spunto dai suoi gesti e dalle movenze, che lei portò sul palco. L’elemento speciale de La Maria Brasca è l’ingresso in una serie di eventi, che hanno come protagonisti Testori e Andrée. Le voci di Franco Parenti e Giovanni Testori si manifestano sul palco e sono presenze che ci sostengono in questa storia.

Senza nulla togliere alla sua brillante interpretazione, ma lei raccoglie l’eredità di Franca Valeri e Adriana Asti
Per me sono due attrici talmente iconiche, che non mi sono posta mai il problema. Franca Valeri l’ho ascoltata tanto e Adriana Asti l’ho vista in tante registrazioni. Mi sono sempre detta di lavorare sodo, nella scia di due grandissime. Ho vissuto questo momento senza stress, spero di aver fatto qualcosa di buono.

Il mondo è davvero «una bestiata»?
Ci sono tanti fattori che te lo fanno credere, diciamo che è un posto bello tosto. Il testo è molto attuale perché la Brasca dice: «Viviamo in un mondo che sembra ci schiacci e non siamo padroni di niente, io ho il diritto al mio desiderio e quindi sono potente». Ci sentiamo spesso troppo piccoli. 


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