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Intervista
Moda e letteratura, quando il Castello è social!
Parla Ludovica Sannazzaro

Ludovica Sannazzaro classe 2001, conosciuta sui social come ‘“The Castle Diary’’, è una giovane content creator, che attraverso Instagram e TikTok ha conquistato il pubblico.
I suoi contenuti social rigurardano principalmente il Castello Sannazzaro a Giarole, una residenza del 1163 che gestisce insieme alla sua famiglia.
Cosa significa vivere in un castello?
Crescere in un castello ha sempre avuto un effetto magico su di me, mi ha permesso di inventare e interpretare storie fin da piccola, specialmente a tema Harry Potter e Disney, e ciò rendeva tutto più reale. Da piccola, i miei amici non facevano caso al fatto che vivessi in un castello ma le reazioni più forti le ho vissute al liceo a Torino e all’università a New York, nella quale spiegare cosa significa vivere in un castello è stato un po’ complicato.
Può raccontarci qualcosa sull’edificio e sulla sua attrattiva turistica?
Nel 2005/2006, i miei genitori, provenienti da mondi completamente diversi – entrambi nel mondo della finanza – hanno deciso di cambiare vita e di trasferirsi nel castello. Oggi il castello offre il bed and breakfast, visite guidate e vari eventi e quest’estate, per la prima volta, ospiteremo a luglio il “Mistica Festival”, un festival esoterico sulla magia. Inoltre, stiamo proponendo la “The Castle Diary Experience”, un’esperienza molto apprezzata, soprattutto per gli addii al nubilato, in cui le persone possono indossare i miei vestiti visti nei video, fare un giro per il castello e alla fine godersi un picnic in giardino.
Qual è il periodo storico che l’affascina di più?
Crescere in un castello ti spinge ad appassionarti ancora di più di storia. Il castello è medievale all’esterno e ottocentesco all’interno. Sono indecisa tra il periodo storico dalla fine del 1700 fino alla metà dell’Ottocento, è penso ci siano tante cose. Sono molto affascinata dagli anni 20. Invece del Medioevo sono molto affascinata più dal punto di vista del vestiario che del periodo storico in generale.
Il castello è provvisto di archivio della biblioteca. Le va di parlarcene?
L’archivio è una delle stanze che preferisco del castello, è un posto dove vado a fare ricerca, ed è molto presente nei miei video, soprattutto negli ultimi anni. Non mi ero mai soffermata a esplorare cosa ci fosse esattamente all’interno, finché non mi sono chiesta quali libri famosi potessimo avere e in che edizione, infatti ho trovato un Decameron del 1500, un’edizione del ‘700 dell’Odissea e dell’Iliade e tanti altri. L’archivio prima del Covid, non era come lo vedete nei video; mio padre ha sistemato tutto durante quel periodo, ma c’è ancora molto da fare.
Qual è il suo rapporto con la moda?
Adoro la moda mi piace sperimentare e divertirmi con gli abiti, ovviamente il mio stile quotidiano non riflette esattamente quello che mostro sui social, dove prediligo abiti dal sapore ottocentesco. Gli abiti più vistosi che si vedono sulla mia pagina sono stati creati appositamente, anche se quelli maschili sono per lo più originali, ma quelli femminili sono stati rifatti, anche perché quando il castello era disabitato, molti vestiti erano ormai rovinati.
La condivisione sui social quando è iniziata?
Ho aperto ufficialmente l’account il 15 marzo 2021, in quel periodo, i social, soprattutto TikTok, stavano vivendo un boom,ma ho notato che c’era anche una crescente curiosità verso la famiglia reale e la serie ‘’Brigerton’’. Quindi ho pensato che, seppur in modo diverso, alcune realtà come la nostra potessero sembrare più vicine a quanto la gente immaginasse. Il profilo da un lato racconta il mio modo di vivere, ma dall’altro permette di far conoscere le nostre attività.
Qual è la domanda più strana o inaspettata che le hanno fatto?
Una volta mi hanno chiesto se tenevamo i servi nelle prigioni, e mi sono chiesta in che anno siamo? Voglio mettere le cose in chiaro: non abbiamo nessun personale di servizio, siamo solo noi, l’unica persona che ci aiuta è una signora che fa parte della famiglia. Credo di aver fatto bene ad aprire questo profilo, perché c’è un’idea completamente sbagliata, spesso influenzata da film e serie storiche o fantasy.
Quanto tempo ci impiega per creare contenuti per i suoi social?
I contenuti dedicati ai libri sono quelli che faccio più velocemente, sia per le riprese che per il montaggio. I video con VoiceOver, invece, richiedono più tempo per l’impostazione della voce e la scrittura del testo. Recentemente, è uscito un video in cui faccio una skincare routine tratto da un Vogue del 1930, ed è stato uno dei più lunghi da realizzare.
Ci parli di lei
Ho frequentato il liceo teatrale e scenografico a Torino, al Liceo Germana Erba e poi mi sono diplomata in musical a New York presso l’AMDA (American Musical and Dramatic Academy). Attualmente lavoro principalmente a Torino con diverse compagnie teatrali. Attualmente insieme alla Off Stage Company, porterò in scena lo spettacolo “Per sempre felici e contenti”, dove interpreterò la protagonista.
Pensa che le nuove generazioni abbiano un interesse crescente verso il patrimonio o c’è il rischio che si perda questa sensibilità?
Secondo me c’è un bellissimo equilibrio nelle nuove generazioni a differenza da quello che si pensa, noi siamo molto interessati alla contemporaneità ma siamo anche legati al passato. Da un certo punto di vista io sono convinta che i social abbiano dato l’opportunità di conoscere determinate cose che fino a poco tempo fa non si potevano conoscere.
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